Stop allo sfruttamento del divertimento, i giovani hanno bisogno di spazi, non di essere considerati fonti di guadagno! (apparso su Ticinolibero)
di Francesco Vitali, candidato al Granconsiglio per la lista MPS-Partito Comunista
Come molti sapranno polemica del Bellinzonese degli ultimi tempi, è stata quella riguardante l’aumento del prezzo d’entrata del noto carnevale Rabadan, che aveva annunciato che il prezzo sarebbe passato da 25 a 40 Fr. dunque un aumento del 60%! Aumento giustificato dalle spese supplementari dichiarate dalla società Rabadan previste per quest’anno. Come è stato ribadito da più parti, il carnevale di Bellinzona resta pur sempre uno dei miglior “servizi” in termini di qualità/prezzo, questo però tenendo presente l’uso del biglietto per tutti i 5 giorni del carnevale; perché se proviamo ad immedesimarci in una famiglia, magari di 4 figli che decide di andare una sera al carnevale Rabadan 2011, si vedrà costretta a sborsare una cifra pari a 160 Fr. e se pensiamo che mediamente un Ticinese guadagna 3’800 Fr. al mese, si comincia a capire che un prezzo di questo tipo, seppur calcolando tutti gli ottimi servizi di Rabadan, potrebbe pesare sul bilancio famigliare. E nonostante la richiesta della Gioventù Comunista e del sindaco di Bellinzona Brenno Martignoni, il Rabadan ha deciso di non concedere la vendita di entrate per singola serata.
Tuttavia resta il fatto che un aumento di simili proporzioni desta come minimo alcuni sospetti: come mai negli scorsi anni la società aveva aumentato solamente saltuariamente e di 5 Fr. l’entrata, mentre quest’anno si è deciso per aumento di tre volte tanto rispetto agli anni precedenti? E di conseguenza: l’aumento è giustificato solo dalle spese supplementari o c’è in ballo anche qualcosa d’altro? Bisogna tenere ben presente che il suolo concesso annualmente al carnevale è suolo del comune, cioè pubblico e dunque il carnevale Rabadan non può fare quello che vuole, dato che di fatto in quel periodo dell’anno il suolo pubblico viene privatizzato!
A molti sicuramente sembrerà eccessiva una protesta di questo genere, ma attenzione, ricordiamoci che si tratta solo della punta dell’iceberg di una problematica più vasta, ossia gli spazi di divertimento per i giovani. Il Ticino e in particolare il Bellinzonese, infatti, da questo punto di vista è molto carente, sia dal lato quantitativo (gli eventi o i luoghi di ritrovo dei giovani si possono contare sulle dita di una mano e sono quasi tutti a scopo di lucro, si pensi ai vari bar e alle varie discoteche); sia dal punto di vista qualitativo (dove un momento in compagnia consiste spesso nella tipica serata in un bar). Le alternative di svago e di socializzazione semplicemente non ci sono, e non saranno i neo-oratori che certi municipali vorrebbero costruire a risolvere questo deficit.
Per quanto riguarda poi lo sport gli spazi per praticare un’attività senza impegno per puro diletto e che non costi un patrimonio sono anch’essi estremamente limitati. Per un giornata di sci in tutto un ragazzo deve sborsare almeno 80 fr. E se pensiamo che i trasporti pubblici costano molto e le corse nelle regioni periferiche vengono tagliate, la situazione certo non migliora.
Tutto questi fattori formano nel Ticino e non solo, un quadro di sfacelo per i giovani. Ai giovani servono centri giovanili gestiti dai giovani stessi come spazi per autodeterminarsi e passare il tempo libero piacevolmente, servono prezzi vantaggiosi per l’utilizzo dei trasporti pubblici, serve una politica che sfavorisca chi per profitto vuole sfruttare la necessità di divertimento.

